Teoria di Gann – Movimento ondulatorio del mercato

Movimento ondulatorio del mercato – Teoria fasistica di Elliott e Gann

Il movimento ondulatorio del mercato – Gann è stato un contemporaneo di Ralph Nelson Elliott (1871/1948), figura di notevole spessore nella teoria fasistica di ogni mercato finanziario. Il metodo di Elliott prende spunto dalle teorie di Charles Dow, altra figura di spicco, contemporaneo dei precedenti e ideatore tra l’altro degli indici azionari americani. Egli identificò il mercato nella sia totalità come la somma di due onde principali, quella a impulso, che viene sempre considerata come rialzista, e quella correttiva che viene destinata a ritracciare parte della precedente.

L’onda impulsiva è composta dalla fase di accumulazione, convinzione e speculazione; l’onda correttiva è composta con uguale successione numerica dalla fase di distribuzione, panico e frustrazione. Molto spesso sono presenti fasi di riaccumulazione, tra la convinzione e la speculazione, e fasi di ridistribuzione tra il panico e la frustrazione. All’interno dei predetti momenti del mercato devono essere inseriti tutti i modelli dell’analisi grafica classica elementare: testa e spalle, massimi/minimi multipli, massimi/minimi arrotondati, diamanti, triangoli, bandiere, cunei, ecc… La durata temporale dell’onda rialzista è spesso o sempre maggiore di quella correttiva; i ribassi, infatti, si sviluppano il più delle volte attraverso movimenti puntuali che possono risultare anche ampi, sempre in relazione alla precedente crescita, ma in tempi minori.

Partendo da queste basi, Elliott allarga il suo concetto di mercato individuando una serie di onde impulso e una serie di onde correttive differenti tra loro in base ai movimenti temporali e puntuali che le stesse comportano.

La prima onda è rialzista ed è scomponibile in 5 grandi sub-onde: tre impulsive up (la prima, la terza e la quinta) e due down (la seconda e la quarta). La seconda onda è ribassista e destinata a ritracciare parte della precedente ed è composta da 3 grandi sub-onde A, B e C: l’onda A e quella C sono di impulso ribassista, ossia in tendenza con il movimento ondulatorio del mercato principale, mentre la B è rialzista e destinata a correggere parte della discesa di A. La predetta sequenza di 8 onde, 5 up e 3 down, è pertanto composta da 5 onde impulso: le numero 1, 3, 5, A e C e da 3 onde correttive, 2, 4 e B. Al termine dell’onda C inizia una nuova sequenza di altre onde simili alle precedenti. Un movimento teorico completo, della durata di decenni o addirittura di secoli, conta 144 onde così composte in base al fattore temporale e puntuale:

teoria di gann movimento ondulatorio del mercato

I numeri costituenti le onde dei cicli (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144) altro non sono che la sequenza iniziale della serie di Fibonacci, valente matematico pisano che studiò approfonditamente tale serie infinita ricavandone alcune importantissime proprietà. L’unica che ci preme ricordare è la tendenza di avvicinamento a 0.618 del rapporto tra numero di serie e il suo successivo (es. 13/21); più i numeri sono alti e maggiore è la tendenza ad avvicinarsi al predetto 0.618 che rappresenta il cosiddetto Golden Ratio, punto di partenza della spirale logaritmica che trova riscontri anche nel campo astronomico relativo al moto ellittico dei pianeti.

La teoria è basata su tre sessioni:

  • l’onda 2 non può mai ritracciare oltre il 100% dell’onda 1;
  • l’onda 3 non è mai la più breve tra quelle impulso;
  • l’onda 4 non può portarsi al di sotto del massimo dell’onda 1.

La negazione di uno dei predetti assiomi significa la non fallacità della teoria, ma l’inesattezza del conteggio.

Nell’analisi tecnica vige il principio della simmetria, riscontrabile ad esempio in diversi modelli grafici, e il principio dell’alternanza rilevabile nelle onde correttive. È probabile, infatti, che a una correzione semplice dell’onda 2 corrisponda una correzione composta in onda 4. Ricordiamo, inoltre, la presenza di eccezioni (estensioni e doppi zig zag per esempio) che rappresentano la difficoltà notevole nel conteggio esatto delle sequenze e che spesso hanno indotto a ritenere come il conteggio stesso risulti più soggettivo e opinabile che oggettivo e incontrovertibile, provocando notevoli incomprensioni e dispute dialettiche anche tra diversi esperti della materia. Dagli scritti di Gann si evince che il mercato si muove attraverso impulsi coincidendo con la versione di Elliott e contribuendo con quest’ultimo ad ampliare le conclusioni do Dow. A ogni fase impulsiva corrisponde sempre una fase correttiva direttamente proporzionale alla precedente o alle precedenti. Questa ripetuta sequenza ondulatoria è spiegata nel testo Truth of the Stock Tape. La differenza tra i maestri risiede soprattutto nell’attesa puntuale dei movimenti rialzisti o ribassisti e nell’opportunità di seguire sempre e comunque il movimento.

Gann aveva fatto propria la ricerca del KISS (Keep It Simple Stupid). In parole povere, significa che un movimento andrebbe operativamente seguito solo quando lo si avesse completamente capito e inserito in un contesto generale di periodo maggiore e minore. In presenza di fasi di mercato neutrali o di difficile interpretazione o collocazione, per lo mano a livello personale, sarebbe opportuno astenersi da qualsiasi decisione operativa. Le onde impulsive, di qualsiasi grado risultino, sono universalmente accettate come le più semplici da riconoscere e in tale contesto andrebbero seguite operativamente. Le onde correttive possono viceversa creare diverse turbative spesso correlate al loro grado; meglio quindi evitare posizionamenti quando la confusione regna sovrana. La divergenza sostanziale tra la concezione delle onde di Elliott e di Gann risiede nelle diverse proporzioni usate per proiettare la lunghezza, riferibile a movimenti correttivi o impulsivi, delle stesse.

Secondo Gann un’onda di correzione ritraccia come massimo meno del 100% delle precedente onda impulso; uno storno maggiore apre la strada verso una serie di onde impulso ribassiste che correggeranno una sequenza ascendente di periodo maggiore. Le onde impulso secondarie posso svilupparsi attraverso ratios che spesso risultano superiori a rallies del 100% delle precedenti onde. Partendo dalla base 100, Ganno considera fondamentali i seguenti rapporti:

0.25 = 1/4

0.3333 assimilabile a 0.33 = 1/3

0.50 = 1/2

0.6666 assimilabile a 0.66 = 2/3

0.75 = 3/4

1

1.25 = 1 + 1/4

1.3333 = 1 + 1/3

e così via…

Le proporzioni di Elliott sono viceversa 0.382, 0.618, 1, 1.382, 1.618, 2 ecc… e rappresentano il Golden Ratio (0.618), il suo inverso (0.382) e i multipli degli stessi. Le proporzioni di Gann risultano in sostanza più particolareggiate, fermo restando che nessuno è depositario della verità. Condensando i concetti dei 3 maestri e impiegando i predetti ratios su diversi indici internazionali in differenti periodi di tempo, sono emerse importanti indicazioni statistiche che varrebbe la pena considerare.

Fase Primaria

La fase primaria è composta da due megaonde illustrate nei concetti di Dow. L’onda impulsiva up e l’onda correttiva down; quest’ultima ritraccia solitamente lo 0.33, lo 0.50 o lo 0.66 dell’onda precedente l’ampiezza della quale è correlabile, a uno movimento di lungo periodo in grado di giustificare la crescita. Consigliabile quindi procedere ad acquisti quando si dovesse assistere a ritracciamenti che portassero i corsi a interessare la predetta percentuale. La fase primaria ingloba naturalmente le fasi successive, come già segnalato.

Fase Secondaria

La fase secondaria è composta da 5 onde rialziste, componenti la prima delle due onde primarie, e da tre onde ribassiste, componenti la seconda delle due onde primarie.

Consideriamo ora le 5 onde up.

La prima onda è la meno significativa e può identificare l’inizio di un modello di accumulazione con volumi costanti. Rappresenta comunque la base per calcolare la lunghezza delle successive. Questa onda è posteriore a una fase ribassista di notevole profondità puntuale e temporale. Gli acquisti effettuati all’interno di questo movimento sono una prerogativa di pochi investitori. In questa fase del mercato si possono delineare i modelli di accumulazione come testa e spalle, minimi multipli, minimi arrotondati. La sua lunghezza è correlabile percentualmente al minimo iniziale.

La seconda onda sarà la prima onda correttiva e potrà risultare anche violenta, in termini puntuali, senza comunque interessare il minimo dal quale è iniziato il trend ascendente; la stessa permette la continuazione del modello di inversione. Gran parte degli investitori sono ancora ribassisti e permangono short non ritenendo che la crescita possa risultare altamente premiante in riferimento alla rivalutazione del prezzo e al tempo. Questa onda ritraccia usualmente lo 0.25, 0.33, 0.50 (spesso), 0.66, 0.75 della lunghezza dell’onda 1.

L’onda 3 è la più importante della sequenza e quella che ha le maggiori possibilità di estensioni e inizia con la rottura del top dell’onda 1 e con la conferma dei predetti modelli di inversione rialzista o con la presenza di modelli di continuazione dell’ascesa come flags e triangoli in senso lato. La rottura di questo top ha infatti generato segnali di acquisto che richiamano molti investitori, alcuni dei quali procedono a reversal di posizioni. In questa fase l’angolo di salita aumenta di inclinazione anche se non tutti sono convinti della continuazione del rally, e su alcuni picchi vengono effettuati ribassi. L’onda 3 può essere 1.25, 1.33, 1.50, 1.66 (spesso), 1.75, 2, 2.25, 2.33, 2.5, 2.66 (spesso), 2.75, 3, 3.25, 3.33, 3.5, 3.66, 3.75, 4, 4.25 della lunghezza dell’onda 1. L’onda 3 è minore dell’onda 1 il 4% delle volte. Per il 43% delle volte la sua lunghezza è compresa tra l’1.66 e l’1.75 dell’onda 1. Per il 13% delle volte la sua lunghezza è compresa tra l’1 e l’1.5 dell’onda 1. Per il 30% delle volte la sua lunghezza è tra l’1.75 e il 2.66 dell’onda 1. Solo per il 10% delle volte è maggiore del 2.66 dell’onda 1.

L’onda 4 rappresenta la seconda onda di correzione. A differenza della prima onda correttiva, ossia la 2, questa ha maggiori possibilità di svilupparsi in maniera più controllata. Questa ritraccia lo 0.25, 0.33 (spesso), 0.5 (molto spesso), o.66 e 0.75 dell’onda 3. Per il 18% delle volte la lunghezza dell’onda 4 è lo 0.25 dell’onda 3. Per il 60% delle volte la sua lunghezza è compresa tra lo 0.33 e lo 0.5. Per il 14% delle volte la sua lunghezza è compresa tra lo 0.5 e lo 0.66 dell’onda 3.

L’onda 5 è l’ultima onda rialzista e mette fine alla fase toro di breve, in caso di movimenti minori/terziari; di medio, in caso di movimenti secondari o di lungo in caso di movimenti primari. L’onda inizia con la rottura del massimo in onda 3. Il rialzo è molto violento con un coefficiente angolare di crescita estremamente elevato (il più delle volte superiore al coefficiente dell’onda 3) e tipico delle fasi altamente speculative. La lunghezza dell’onda 5 è 1.25, 1.33, 1.5, 1.66 (spesso), 1.75, 2, 2.25, 2.33, 2.5 volte dell’onda 1. Quando l’onda 3 è minore dell’1.66/1.75 dell’onda 1 allora l’onda 5 sarà prossima allo 0.66, 0.75, 1 (spesso), 1.33, 1.5 (molto spesso), 1.66 della distanza tra minimo e massimo dell’onda 3.

La fine della quinta onda, individuabile attraverso un attento esame volumetrico oppure attraverso divergenze negative riscontrabili con un’analisi di indicatori e oscillatori, coincide con l’inizio della fase ribassista che si sviluppa attraverso 3 onde: a, b, c.

L’onda A solitamente ritraccia lo 0.33, 0.5, 0.66 dell’onda 5. In questa fase del mercato si evincono le chiusure dei principali modelli classici distributivi di analisi grafica elementare come il testa e spalle e i triangoli. Il ribasso, come già accennato, potrebbe risultare di breve durata in termini temporali, ma comunque significativo in termini puntuali. Questo è giustificato dalla premiante crescita intervenuta con le onde up precedenti e dalla comune paura di vedersi assottigliare i profitti. Uno squilibrio anche modesto tra domanda e offerta può in sostanza provocare immediati e profondi ribassi.

L’onda B rappresenta una fase reattiva in ambito di tendenza down e il recupero che la stessa permette è proporzionale alla decrescita dell’onda A. Mediamente il recupero è lo 0.33, 0.5, 0.75 della predetta discesa. Qualora il recupero fosse superiore a 75% si avrebbe la possibilità di formazione di massimi multipli che rappresentano configurazioni di inversione. Un recupero prossimo al 50% potrebbe delineare i modelli di continuazione del ribasso come i flags e i triangoli in senso lato.

L’onda C rappresenta l’ultima fase di deprezzamento, assimilabile alla fase di frustrazione di Dow e avrà un coefficiente angolare estremamente elevato che bilancia in maniera speculare il coefficiente angolare dell’onda 5. Solitamente il ribasso avviene in maniera decisa attraverso una serie di GAP. L’onda C ritraccia statisticamente lo 0.55, 0.66 dell’intera crescita intervenuta con la sequenza up 1, 2, 3, 4, 5. Questa decrescita potrebbe risultare altamente significativa in considerazione dell’ascesa intervenuta nell’onda primaria ascendente. Il rialzo risulterà proporzionale anche al minimo dal quale ha avuto origine.

Per tenere sempre sotto controllo le onde è necessario costruire dai top e bottom di breve, medio e lungo periodo i diversi Gann angles che permetteranno di valutare i coefficienti angolari delle fasi e che aiuteranno nell’individuazione dei target.

La fase terziaria che ingloba i movimenti di grado inferiore, ossia di minore intensità puntuale e temporale rispetto alle precedenti fasi, è inseribile in ogni onda secondaria impulsiva e correttiva che in tal modo verrà scissa in altre minionde. La più severa critica rivolta a Dow si basava, e si basa ancora, sulla fallacità della teoria in relazione ai movimenti di breve periodo; le fasi accumulative e distributive di medio lungo sono in sostanza riconoscibili e applicabili, mentre il trend di breve è spesso legato a movimenti veloci e imprevedibili. Statisticamente il testa e spalle risulta essere il modello di inversione con affidabilità direttamente proporzionale al suo grado; maggiori sono i tempi di sviluppo, e conseguentemente inversioni di lungo, e maggiore risulta essere la sua affidabilità. In periodi minori questa configurazione ha riscontrato minori avvalli statistici pur risultando in ogni caso altamente previsivo. I tre approcci fasistici della tendenza, che si inseriscono tra loro, possono e devono, per regola tecnica dogmatica, essere applicati a qualsiasi fase del periodo del mercato, tenendo sempre presente il minore grado di affidabilità allo stesso legato. Meglio, in ogni caso, non dimenticare mai che un’inversione primaria è direttamente correlata e successiva a un’inversione secondaria, che a sua volta è strettamente connessa e posteriore a un’inversione terziaria.

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