Reddito di Cittadinanza: cos’è, a chi spetta e quanto?

Tutti credono che il reddito di cittadinanza spetti a tutti coloro che non hanno un lavoro o che abbiano un reddito al di sotto della soglia di povertà, ma in effetti non è proprio così. Vediamo insieme…

Reddito di cittadinanza

Negli ultimi anni i Paesi poveri si sono quasi raddoppiati e l’Italia è diventato il secondo paese più povero d’Europa dopo la Grecia. Possiamo affermare con certezza che circa 4,7 milioni di italiani vivono al di sotto della soglia di povertà e, questi dati, ce li confermano le Nazioni UniteEurostat e l’Istat.

Nel 2017 il governo guidato da Gentiloni ha varato il Reddito di inclusione sociale e, durante la recente campagna elettorale, il centrodestra ha proposto il Reddito di dignità seguito dal Raddoppio del REI proposto dal Partito Democratico di Matteo Renzi.

Grazie alla proposta di legge 1148 del 2013 presentata al Senato della Repubblica, il Reddito di cittadinanza è stata la misura di contrasto alla povertà più discussa negli ultimi anni. Ma la parola “Reddito di cittadinanza” molto spesso viene usata in modo improprio.

Reddito di cittadinanza e il Movimento 5 Stelle

L’idea originaria di reddito di cittadinanza è quella di un reddito per tutti; non dovrebbe essere necessario rispettare alcuna condizione economica né tantomeno partecipare a programmi di reinserimento al lavoro ma basterebbe essere cittadini italiani da un po’ di anni.

Ma la proposta del Movimento 5 Stelle stabilisce una soglia minima che lo Stato Italiano deve garantire. Per ricevere, infatti, il Reddito di cittadinanza c’è bisogno di attenersi ad alcune regole fondamentali:

  • partecipare a corsi di formazione professionali;
  • non rifiutare più di tre offerte di lavoro;
  • essere statisticamente poveri.

Ma, in effetti, il vero Reddito di cittadinanza (non quello dei pentastellati) ha il compito di eseguire un trasferimento economico di ammontare fisso a tutti i cittadini di un determinato Stato, a prescindere dal fatto che siano ricchi o poveri; in effetti non dovrebbe servire dimostrare di essere povero, né tantomeno partecipare a corsi di formazione professionali.

La proposta del Movimento 5 Stelle, nonostante sia definita come Reddito di cittadinanza, non presenta i tratti di universalità incondizionata tipici di questa idea. Ovvero, si accontenta di sostenere il reddito di chi ne ha bisogno nel breve termine.

Cos’è il Reddito di Cittadinanza

Ultimamente, il Reddito di cittadinanza, ha assunto varie forme e diversi modelli di applicazione o interpretazione.

Partiamo dal dire che è un reddito incondizionato, ovvero, è un reddito erogato in modo incondizionato a tutti senza alcuna verifica della propria condizione economica e senza richiedere la disponibilità al reinserimento nel mondo del lavoro.

Ma nel dettaglio, le caratteristiche principali sono le seguenti:

  • prestazione monetaria elargita a scadenza regolare;
  • finanziato con le tasse;
  • non viene a sua volta tassato;
  • per riceverlo basta essere cittadini;
  • viene dato agli individui;
  • viene erogato a prescindere dal reddito del beneficiario;
  • non dipende dalla disponibilità a cercare lavoro.

La proposta del Movimento 5 Stelle

Ultimamente in Italia si parla di Reddito di cittadinanza proposta dai pentastellati attraverso il disegno di legge 1148 del 29 Ottobre 2013. Prevede un intervento statale per garantire a tutti i cittadini italiani un reddito minimo che non sia inferiore alla soglia di povertà stabilita.

Per esempio, per una persona che vive sola la soglia minima è di 780,00€; qualora una di queste persone avesse un reddito inferiore, lo Stato interverrebbe per colmare il divario. Per una coppia di genitori con un figlio a carico, invece, la soglia minima sarebbe di di 1.560,00€ a prescindere dal fatto che siano occupati o disoccupati.

Requisiti per avere il Reddito di Cittadinanza

Per avere accesso al Reddito di cittadinanza bisogna:

  • iscriversi a un centro per l’impiego e sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità;
  • iniziare un percorso di reinserimento lavorativo;
  • offrire la propria disponibilità per progetti di utilità sociale;
  • frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale;
  • impegnarsi nella ricerca attiva del lavoro;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione di reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *