Prestiti per pensionati, cosa devi sapere

Il prestito ai pensionati rientra tra quella particolare categoria di finanziamenti che possiamo definire come agevolati. Il presupposto minimo ed essenziale, come già si evince dalla locuzione, è quello di essere titolare di una pensione. Lo status di pensionato per accedere al finanziamento per pensionati NON deve per forza essere quello della titolarità della pensione diretta ma anche quello del pensionamento indiretto, cioè la pensione di reversibilità. come suggerito dal sito web http://www.prestitionlineitalia.com/cessione-quinto-pensione/prestiti-pensionati .

Anche chi ha ereditato l’assegno (reversibilità) ha diritto di accesso ai prestiti per pensionati, e questo vale sia per i prestiti richiesti presso una classica banca o finanziaria, sia per quelli che sono richiesti online.


Solitamente il prestito per pensionati viene accordato un po’ a tutti i pensionati, anche se maggiore difficoltà nel ottenere il prestito si ha in capo ai pensionati sociali, ovvero a coloro che prendono l’assegno o pensione sociale, in quanto il mensile percepito è talmente basso che non permette la trattenuta della rata e nella maggior parte dei casi la richiesta viene semplicemente rifiutata.
Circa la tipologia di pensioni sottese al prestito, quasi tutti gli enti erogano prestiti ai propri pensionati sia direttamente che mediante convenzione. Tra gli enti che erogano prestiti ai propri pensionati riportiamo i seguenti:

  • anzitutto i prestiti ai pensionati per eccellenza, cioè quelli proposti dall’Inps;
  • troviamo poi i prestiti pensionati Enasarco (ente previdenziale agenti e rappresentanti di commercio);
  • prestiti ai pensionati Enpals (ente nazionale previdenza e assistenza lavoratori dello spettacolo);
  • prestito pensionato CNPR (cassa nazionale previdenza assistenza ragionieri e periti commerciali);
  • prestiti pensionati EPPI (ente previdenza periti industriali);
  • prestiti pensionati IPOST (istituto postelegrafonici);
  • prestiti pensionati Inpdai (istituto nazionale previdenza dirigenti aziende industriali).

Una caratteristica del prestito ai pensionati è l’età del pensionato medesimo. Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una graduale elevazione dell’età anagrafica del richiedente tipo dei prestiti ai pensionati: dai 65 – 70 anni iniziali si è passato fino ai 75 – 80 anni ed addirittura oggi si pubblicizzano prestiti ai pensionati che hanno raggiunto la veneranda età di 85 – 90 anni.
Ma come si concilia il prestito ad un pensionato con le sue aspettative di vita? In questo caso bisogna distinguere a seconda che la scadenza del prestito rientri o superi la vita media odierna dell’uomo. Questa, è risaputo, è di circa 75-78 anni per gli uomini e 78-82 per le donne. Ebbene, i prestiti personali ai neo pensionati la cui scadenza è al di sotto la vita media non danno particolari problemi e vengono trattati al pari di altri prestiti.

Il problema della solvibilità del prestito invece si pone quando la scadenza va oltre la vita media o addirittura è acceso in tal periodo. Quali sono le soluzioni? Cioè, che succede se a 85 – 90 anni si cerca un prestito della durata 10 anni? Nella maggior parte dei casi c’è direttamente il rifiuto, qualora questo non avvenisse, la soluzione più logica sarebbe quella di un terzo garante il quale dovrebbe garantire il pagamento della rata qualora avvenga la dipartita del pensionato.

Tuttavia, la soluzione che viene proposta dagli istituti di credito è quella della firma unica con la stipula di una polizza assicurativa la quale garantisce il rimborso del prestito al posto del pensionato deceduto. Da notare però che tale assicurazione, posta la alta probabilità che l’evento morte si verifichi, ha dei costi altissimi che incidono profondamente sul TAEG del prestito ai pensionati nel seguente modo: più è alta l’età del pensionato, più alto sarà il costo della assicurazione. Per concludere consigliamo al nostro pensionato di evitare, ove possibile, di aderire al finanziamento garantito dalla polizza e piuttosto cercare un terzo garante.

Leave a Reply