Intesa San Paolo S.P.A.: Storia Banche Territoriali e situazione attuale

L’istituto bancario Intesa Sanpaolo nasce agli inizi del 2007 dalla fusione degli istituti bancari San Paolo IMI accorpato dalla Banca Intesa. Una caratteristica che contraddistingue Intesa San Paolo dagli altri gruppi bancari italiani, è l’adozione di un sistema di gestione interno stile tedesco, che vede la convivenza del Consiglio di Sorveglianza e del Consiglio di Gestione. Probabilmente è stata anche questa scelta a far si che Intesa San Paolo in pochi anni sia diventato il gruppo bancario con maggior capitalizzazione in Italia.

Un’altra caratteristica che è stata una scelta vincente è il modello adottato per gestire gli sportelli in modo capillare sul territorio, il cosidetto modello delle “Banche dei Territori”. Grazie a ciò infatti, Intesa San Paolo ha potuto avere una forte influenza anche nel sud italia, con centinaia di sportelli aperti grazie al Banco di Napoli, banca partecipata di Intesa San paolo.

Intesa San Paolo e stress test

Come tutti i gruppi bancari italiani, anche Intesa San Paolo è stata sottoposta allo stress test del CEBS, test utile per analizzarne la solidità patrimoniale e verificare la sua resistenza ad eventuali crisi finanziarie. Intesa San paolo, ne è venuta fuori in modo positivo dalo stress test, insieme ad altri 4 istituti bancari Italiani come MPS, Unicredit, Banca Popolare ed UBI Banca le quali non hanno dovuto affrontare alcun rafforzamento patrimoniale.

 

Intesa San Paolo: Fusioni e alcune manovre finanziarie

L’ascesa a leader di mercato nazionale insieme a pochi altri gruppi bancari, Intesa San Paolo la deve anche alle tante operazioni di fusioni e manovre di alta finanza attuale. Ad esempio nel 2010 rileva l’80% della Banca Monte Parma investendo una cifra che si aggirava intorno ai 230 milioni di euro, nel 2001 invece è stata la volta della cessione della Cassa di Risparmio della Spezia in favore del Gruppo Crédit Agricole Italia, mentre nel 2012 Intesa San Paolo ha incorporato le seguenti banche:

  • la Cassa di Risparmio di Terni e Narni
  • la Cassa di Risparmio Città di Castello
  • la Cassa di Risparmio di Foligno
  • Cassa di Risparmio di Spoleto

Nel 2014 Intesa ha accorpato la Cassa di Risparmio di Venezia e la Banca di Credito Sardo, nel 2015 è stata la volta della Banca di Trento e Bolzano e della Banca Monte Parma precedentemente accorpata al Credit Agricole d’Italia. Ancora nell’anno 2015 Intesa San Paolo incorpora sotto la propria guida la Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, la Cassa di Risparmio di Rieti e la Cassa di Risparmio di Civitavecchia.

Intesa San Paolo e le banche dei Territori

Intesa San paolo S.P.A. (quotata nell’indice della Borsa di Milano), detiene il controllo capillare del terriotrio nazionale grazie al modello Banche dei territori, affidando diverse zone a banche accorpate o partecipate tra le quali:

  • la stessa Intesa Sanpaolo
  • Il Banco di Napoli
  • La Cassa di Risparmio in Bologna
  • La Cassa di Risparmio di Firenze
  • La Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna
  • La Cassa di Risparmio del Friuli-Venezia Giulia
  • La Cassa di Risparmio del Veneto
  • La Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia

Intesa San Paolo oggi

Intesa San Paolo SPA oggi è leader in Italia per capitalizzazione ma anche per copertura territoriale grazie alle tante fusioni e partecipazioni come ad esempio quella col Banco di Napoli. Intesa San Paolo non opera solo in Italia ma anche nel mondo con una serie di filiali sparse per il globo come ad esempio quelle presenti a Doha, Francoforte, Abu Dhabi, Dubai, Hong Kong, Istanbul, Madrid, New York,Londra, Shanghai e tante altre che presidiano le capitali più importanti del pianeta.

 

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