Accettazioni bancarie: Cosa sono esempio e aspetti fiscali

Tra gli strumenti bancari di breve periodo troviamo le accettazioni bancarie. Con il termine “accettazione bancaria”  si indica la cambiale-tratta con la quale un’impresa (traente) effettua un ordine ad una banca (trattario) di pagare per conto dell’impresa una somma, ad una scadenza prestabilita.  Quando il processo delle accettazioni bancarie si mette in moto, la banca che ha ricevuto l’ordine di pagamento dall’azienda, a sua volta (dietro accordi specifici e precedenti), firma la cambiale-tratta per accettazione, assumendo così il ruolo di obbligato principale.

Di norma le accettazioni bancarie sono utilizzate per cambiali da pagare con importi elevati, che hanno una scadenza inferiore all’anno, tratte da un imprenditore all’ordine proprio e accettate da una banca dove il traente si affida e girata da quest’ultimo ad un terzo con la clausola “senza garanzia“. Il terzo (giratario) darà in cambio una somma pari a quella riportata sulla cambiale.

Vediamo di seguito un esempio di accettazione bancaria e quali sono gli aspetti fiscali legati ad essa.

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