Assegno Bancario: Tipologie elementi e trasferibilità

L’assegno bancario è un titolo di credito detto a vista, tramite il quale un soggetto detto traente ordina alla banca presso la quale è titolare di un conto corrente, di pagare una determinata somma economica ad un altro soggetto detto trattario.
L’assegno bancario viene rilasciato dall’istituto bancario ai propri correntisti che non hanno problemi finanziari come protesti, sotto blocchetto di libretto di assegni. Un blocchetto di assegni contiene 10 titoli di credito a vista ed una volta esaurito può essere sostituito con un nuovo blocchetto se ogni assegno del precedente è stato effettivamente pagato.

Assegno a vuoto

L’assegno bancario non è nella sua forma semplice, ovvero non circolare, una forma di pagamento sicura in quanto potrebbe causa mancanza di fondi sul conto corrente di chi lo emette, essere emesso a vuoto.
Nel caso in cui il conto corrente non sia provvisto dell’intera somma riportata sull’assegno, può rifiutarsi di pagare per mancanza di liquidità. Il trattario non viene a conoscenza della mancanza dei fondi del soggetto traente subito, ma in base all’istituto di credito il tempo di avviso di assegno scoperto può variare dai 2 ai 7 giorni. Questo avviene per il meccanismo di valuta dell’assegno che vede differito il momento del versamento da quello dell’effettivo accredito.
Quando ci si trova di fronte a tale situazione, di norma l’impiegato allo sportello avvia la procedura che nega al correntista senza liquidità sul proprio conto corrente di emettere altri assegni.

Elementi dell’assegno

Per essere regolare e fare in modo che l’istituto bancario paghi il trattario, l’assegno non deve mancare di elementi essenziali quali:
• Denominazione
• ordine di pagamento a vista
• Nome del beneficiario trattario
• Luogo e data
• Firma del traente

In base al territorio in cui ci si trova ed emette l’assegno bancario, esso ha dei termini di pagamento diversi che possono variare dagli 8 giorni (se pagabile nello stesso comune) fino a superare i 60 giorni se da pagare in uno Stato in un continente diverso da dove è emesso.
La Banca non ha sempre l’obbligo di pagare l’assegno al trattario, soprattutto se si superano le tempistiche appena elencate. Nel caso in cui ci si presenti allo sportello della propria filiale bancaria e versare l’assegno molti mesi in ritardo, anche in presenza di fondi sufficienti sul conto corrente del traente la banca dello stesso può rifiutare di pagare a vista l’assegno.

Trasferibilità dell’assegno bancario

Un assegno bancario è pagabile a vista al portatore quando sul titolo non vi è presente il nome del beneficiario. Un assegno bancario senza il nome del beneficiario potrebbe essere incassato da chiunque ne sia in possesso, ferme le disposizioni e le conseguenze per legge. Quando invece l’assegno riporta il nome del beneficiario delle somme, esso prende il nome di assegno ordinario e il beneficiario per entrare in possesso delle somme e inserire l’assegno nella distinta di versamento con la quale va a depositare sul proprio conto il denaro a lui destinato, non dovrà fare altro che apporre la propria firma sul retro dell’assegno. Nel caso in cui il soggetto che incassa un assegno bancario è un’azienda o persona giuridica, sul retro dell’assegno oltre alla firma dell’amministratore della società andrà inserito anche il timbro con i dati anagrafici della società.
Un soggetto che pone la propria firma sul retro di un assegno, ha la facoltà anche di girarlo ad un altro soggetto che potrà così, apponendo anch’esso la firma sul titolo, incassarlo come se quei soldi fossero stati inizialmente destinati ad egli.
Per evitare di far circolare il proprio assegno verso più soggetti grazie al meccanismo bancario delle girate, e riuscire a tenere sotto controllo l’assegno, facendo in modo che esso venga incassato in momenti in cui il proprio conto corrente è privo di fondi, si può apporre sul titolo la dicitura NON TRASFERIBILE. Far divenire un assegno ordinario non trasferibile è una delle cose che consigliamo a chiunque utilizzi questo strumento di pagamento bancario per evitare di incorrere in protesti o comunque fastidi legati alla circolazione incontrollata del proprio titolo che avviene grazie alla possibile trasferibilità del titolo di credito.

Gli assegni post-datati

Una vecchia usanza, in alcuni luoghi ancora purtroppo florida ed utilizzata è quella che vede apporre date future sugli assegni per via della mancanza di liquidità sul conto corrente. Tale attività va a sostituire quella possibile mediante l’utilizzo delle cambiali o delle rate finanziarie e le disposizioni vigenti l’hanno limitata con forti sanzioni penali e temporali consentendo al massimo di emettere un assegno post datato di massimo 4 giorni per i titoli che devono essere pagati fuori piazza.

assegno ordinario e assegno circolare: Differenza

Come letto in precedenza, l’assegno ordinario non è una forma di pagamento tra le più sicure in quanto potrebbe essere emesso anche in concomitanza di una situazione contabile negativa (conto in rosso). Ciò avviene perchè l’istituto bancario offre al correntista un libretto di assegni, nello stesso momento in cui apre un nuovo conto corrente. Dopo mesi, non è rara la situazione in cui un correntista si trova ad essere in possesso di un libretto di assegni ma con una situazione di scarsa liquidità. Un assegno circolare invece viene rilasciato dalla banca al proprio correntista solo dopo che siano state versate le somme a copertura del titolo o comunque dopo aver accertato che il conto corrente abbia fondi a sufficienza.
La Banca che emette un assegno circolare, protegge dunque la somma disponibile da qualunque altro tipo di prelievo, in pratica è come se scalasse tali somme dalla disponibilità del correntista e garantendo il buon fine dello stesso assegno.
Una criticità che può avere un assegno circolare è quella che esso è un titolo che comunque può essere soggetto a furto ed utilizzo improprio. Un consiglio che ci sentiamo di offrire è quello di far emettere dalla propria banca un assegno circolare recante nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

La clausa non trasferibile riportata sull’assegno circolare, evita a truffatori di impossessarsi dell’assegno e di poterne usufruire perpretando truffe ai danni di terzi semplicemente apponendo sul retro la firma falsa del beneficiario.

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